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C’è anche una pena di morte,legale,che riguarda centinaia di milioni
di esseri umani.Le buone coscienze che si rallegrano per il voto dell’Onu ora riflettano sulla strage eugenica,razzista e sessista degli innocenti
Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all’Onu da 104 paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell’amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell’asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486.
Questi esseri umani ai quali procuriamo la morte legale hanno ciascuno la propria struttura cromosomica, unica e irripetibile. Spesso, e in questo caso non li chiamiamo “concepiti” ma “feti”, hanno anche le fattezze e il volto, che sia o no a somiglianza di Dio lo lasciamo decidere alla coscienza individuale, di una persona. Qualche volta, è accaduto di recente a Firenze, queste persone vengono abortite vive, non ce la fanno nonostante ogni loro sforzo, soccombono dopo un regolare battesimo e vengono seppellite nel silenzio.
La pena di morte per la cui virtuale moratoria ci si rallegra oggi è di due tipi: conseguente a un giusto processo o a sentenze di giustizia tribale, compresa la sharia. Sono due cose diverse, ovviamente. Ma la nostra buona coscienza ci induce a complimentarci con noi stessi perché non facciamo differenze, e condanniamo in linea di principio la soppressione legale di un essere umano senza guardare ai suoi motivi, che in qualche caso, in molti casi, sono l’aver inflitto la morte ad altri.
Bene, anzi male. Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di aver figli e di amare e desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell’amore. E’ lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. E’ oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l’aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell’eugenetica. Rallegriamoci dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l’arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l’evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione.

Nella storia di "Banco Alimentare" in Europa, questo evento nasce nel 1987 in Francia, per poi propagarsi ulteriormente negli altri Paesi europei dove esiste "Banco Alimentare".
In Italia questa esperienza inizia nel 1997 con un primo risultato di 1.600 tonnellate, per arrivare dopo 10 anni a 8.422 tonnellate di alimenti raccolti. Il giorno è, ogni anno, l'ultimo sabato di novembre, essendo questa la scadenza abituale concordata con la Fédération Européenne des Banques Alimentaires.
L'organizzazione, il reclutamento dei volontari e tutto il lavoro di fronte ai supermercati, sui mezzi di trasporto e nei magazzini sono supportati dalla collaborazione con la Federazione dell'Impresa Sociale - Compagnia delle Opere, L'Associazione Nazionale Alpini, la Società San Vincenzo de Paoli, e anche moltissime Associazioni destinatarie dell'attività del Banco.
L'evento gode anche dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Consulta l'elenco dei supermercati che aderiscono all'iniziativa nella tua regione!
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| Tracce n. 8 - settembre 2007 Bologna La vita come offerta Martino e l’abbraccio del Destino Storia di un dolore durato quindici mesi. E di un ragazzino tenace che l’ha attraversato lieto, fino al compimento. Diventando un segno per tutti di Sabina Gerardi |
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Quando, a fine aprile, sono andata a trovare Martino in ospedale, ricoverato dopo una prima crisi epilettica notturna, Giorgia, la madre, col volto carico di dolore, mi ha detto: «Sabina, se la Madonna non fa il miracolo della guarigione, non pregherò mai più». L’ho abbracciata, impotente, chiedendo a Dio la forza di stare di fronte al Mistero, che a volte ci incontra in modo così duro e incomprensibile. Un abbraccio, quello che ho cercato di dare in questi 15 mesi di malattia a Martino e ai suoi; un abbraccio, quello che inaspettatamente ho ricevuto io. Notizia improvvisa Un gesto potente Grande ricompensa |
luglio 1979 - 2007
do lu ma me gi ve sa
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Correzzola
Lorenzago
Fiat 126 blu lord (la cipo)
Auronzo il lago
Distesi sul prato...
Campane della chiesa
Passo Mauria
Forni Avoltri
Si... ci stò... voglio stare con te... aiutiamoci...
Ritorno a casa,... sono arrivato, speriamo che le vacanze finiscano presto... non vedo l’ora di rivederti...
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Poi, Giulia... grazie.
Con l'aiuto del buon Dio, questo è stato l’inizio di una grande storia, e sono certo che con il Suo aiuto grande sarà...
P.& M.